Bonus barriere architettoniche: cosa cambia nel 2026 e quali alternative restano attive


La manovra 2026 è ormai entrata in vigore, come ogni anno, porta con sé una serie di conferme e qualche addio che riguarda da vicino il settore edilizio e, più in generale, chi sta pianificando interventi sulla propria abitazione. Dal punto di vista delle agevolazioni fiscali per la casa, il quadro che si delinea per il prossimo anno è in gran parte in continuità con quello attuale: molte aliquote restano invariate e diverse misure vengono prorogate.

Accanto a questi “bonus congelati”, però, si apre anche lo scenario delle detrazioni che non sono state rinnovate. Tra queste, una delle più rilevanti è senza dubbio il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche, una misura che negli ultimi anni ha rappresentato un sostegno concreto per famiglie, condomìni e persone con disabilità.

Proprio su questo tema è intervenuta, come di consueto, l’Agenzia delle Entrate, aggiornando la Guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità. L’obiettivo del documento è chiarire dubbi e rispondere alle domande più frequenti dei contribuenti, soprattutto in vista dello stop al bonus 75%.

Stop al bonus 75%

Il bonus 75% è scaduto definitivamente il 31 dicembre 2025. Introdotto nel 2022, questo incentivo non è stato prorogato nel 2026 e, salvo cambiamenti dell’ultimo minuto, rappresenta quindi un’opportunità a tempo.

L’agevolazione consentiva di detrarre il 75% delle spese sostenute per specifici interventi finalizzati a migliorare l’accessibilità degli edifici. La detrazione era ripartita in cinque quote annuali di pari importo e si applica esclusivamente a edifici già esistenti.

I tetti di spesa variano in base alla tipologia dell’immobile. Gli interventi ammessi riguardano esclusivamente lavori destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche, quindi opere fondamentali per garantire mobilità, sicurezza e autonomia, soprattutto in presenza di persone con disabilità o difficoltà motorie. Il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche non è stato confermato per il 2026 e non potrà più essere utilizzato. Ma esistono altre possibilità.

Bonus ristrutturazione: l’alternativa dopo la fine del bonus 75%

Con la fine del bonus 75%, molti contribuenti si chiedono quali strumenti fiscali restano disponibili per continuare a realizzare interventi di accessibilità. La risposta è il bonus ristrutturazione, che rappresenta una valida alternativa anche nel 2026.

Il bonus ristrutturazione, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR, è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2026, che ha esteso di un anno la maggiorazione dell’aliquota per gli interventi effettuati sulle abitazioni principali.

In concreto, in assenza del bonus 75%, è possibile usufruire del bonus ristrutturazione con le seguenti percentuali:

  • 50% di detrazione per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 sulle abitazioni principali, con un tetto massimo di 96.000 euro.
  • 36% di detrazione per le altre abitazioni, sempre con massimale di 96.000 euro.

Dal 2027, le aliquote scenderanno ulteriormente, ma il bonus ristrutturazione resterà comunque attivo, seppur con percentuali ridotte.

Tra gli interventi agevolabili rientrano espressamente anche quelli finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, come l’installazione di ascensori, montacarichi, scale e altri dispositivi utili a migliorare la mobilità interna ed esterna. Sono inclusi anche i lavori per la realizzazione di strumenti tecnologici, dalla robotica ai sistemi di comunicazione, pensati per supportare persone con necessità di sostegno intensivo.

Il bonus ristrutturazione si applica sia alle singole unità immobiliari residenziali sia alle parti comuni degli edifici, risultando quindi particolarmente interessante anche per i condomìni che intendono intervenire dopo la fine del bonus 75%.

Detrazione Irpef del 19%: un’ulteriore possibilità

Accanto al bonus ristrutturazione, resta attiva anche un’altra agevolazione fiscale, spesso poco conosciuta ma comunque rilevante: la detrazione Irpef del 19% per alcune spese specifiche legate all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Questa detrazione si applica sull’intero importo sostenuto per interventi come:

  • la costruzione di rampe per superare dislivelli interni o esterni;
  • l’adattamento dell’ascensore per consentire l’uso della carrozzella;
  • l’installazione e la manutenzione di pedane di sollevamento.

È importante prestare attenzione alla cumulabilità delle agevolazioni: la detrazione del 19% spetta solo per la parte di spesa che eccede quella già agevolata con il bonus ristrutturazione. Non è quindi possibile beneficiare due volte dello stesso incentivo per la medesima spesa.

Conclusioni: pianificare oggi per non perdere le agevolazioni

La fine del bonus 75% rappresenta senza dubbio un cambiamento significativo per chi sta valutando interventi di eliminazione delle barriere architettoniche. Tuttavia, tra bonus ristrutturazione e detrazione Irpef del 19%, le opportunità non mancano, a patto di pianificare con attenzione tempi, costi e modalità di intervento.

Per chi sta pensando di installare un ascensore, una piattaforma elevatrice o altri sistemi per migliorare l’accessibilità dell’edificio, il consiglio è quello di muoversi per tempo e valutare con un tecnico o un consulente fiscale quale agevolazione risulti più conveniente. In questo 2026 il bonus ristrutturazione diventa lo strumento di riferimento per continuare a investire in accessibilità e qualità della vita.

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